Hall Of Fame - Patrizio Sala

A.c. Monza 1912_ Hall of fame_ Patrizio Sala
Nome Patrizio Sala
Nazionalità italy
Data di nascita 16-06-1955
Luogo di nascita Bellusco
Stagioni nel monza 1973-1975
Presenze e reti 37(4)
Ruolo Centrocampista
Altre Info

CARRIERA

Mediano infaticabile, efficace incontrista, era un giocatore più di quantità che di qualità. Ma alle carenze stilistiche sopperiva con un inesauribile lavoro di copertura e di rilancio e la capacità di verticalizzare il gioco, preferibilmente sulla fascia destra. Il suo arrivo a Torino apportò una sostanziale modifica al telaio della squadra. Con lui in campo in mediana, il titolare Roberto Salvadori si spostò nella posizione di terzino e venne sacrificato alla causa Marino Lombardo, in precedenza detentore della maglia n. 3.

Cresciuto nelle giovanili del Monza disputò due campionati di serie C prima di approdare nel 1975 al Torino seguendo Luigi Radice, suo primo allenatore a Monza e “scopritore”. Fu infatti Radice, assunto nel Torino al posto di Gustavo Giagnoni, a caldeggiarne l’acquisto intuendo nel giovane brianzolo ampi margini di miglioramento. Arrivato ufficialmente come rincalzo di Roberto Salvadori, lo sostituì in occasione di un incontro di Coppa Italia suscitando immediatamente ampi consensi tanto da ottenere il posto in squadra. È grazie anche al suo apporto dinamico, unitamente alle intelligenti geometrie di Eraldo Pecci e la sagacia tattica di Renato Zaccarelli, che il Torino poté contare sul miglior centrocampo della Serie A aggiudicandosi così lo storico scudetto 1976. La grande stagione 1975-76 gli spalancò le porte della nazionale, ma in azzurro ebbe sempre poco spazio, chiuso irrimediabilmente da Romeo Benetti. Si confermò ancora tra i protagonisti l’anno successivo, quello dello storico duello con la Juventus conclusosi con una volata solitaria a due che premiò i bianconeri per un punto (Juventus 51, Torino 50), per poi pagare il progressivo scardimento della squadra, sempre più lontana dal vertice della classifica e in chiara difficoltà societaria, oltreché alle prese con divergenze nello spogliatoio. Per esigenze di bilancio venne ceduto alla Sampdoria in Serie B nel 1981. Dopo un peregrinare in Toscana tra Fiorentina (1982-1983) e Pisa (1983-1984), l’approdo a Cesena ove militò per quattro anni (dal 1984 al 1988) ambientandosi positivamente, guadagnando la promozione in serie A e tornando, anche se con la limitazione della non più giovane età, agli standard dei tempi migliori. Concluse la sua parabola professionistica nel Parma in serie B. Appese le scarpe al chiodo ha allenato le giovanili del Monza, la prima squadra di Leffe, Varese, Pistoiese, Biellese, Vis Pesaro, Casale, Pro Patria e le giovanili del Torino.

Nazionale

Esordì in Nazionale A il 25 settembre 1976 (Italia-Jugoslavia 3-0). Convocato ai Mondiali 1978 in Argentina disputò solo un incontro, peraltro in qualità di titolare per le concomitanti assenze di Romeo Benetti e Marco Tardelli, la finale per il 3° posto persa contro il Brasile (2-1). Dopo due anni di assenza dalla nazionale, fu convocato nel 1980 per l'incontro contro il Lussemburgo per la sua ottava e ultima presenza in Nazionale maggiore.Per lui il curriculum azzurro parla di 3 partite in Nazionale Giovanile, 6 con la Nazionale B e 8 nella Nazionale maggiore.

PERCHÉ GRANDI SI DIVENTA

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